Artivismo musicale per i diritti dei popoli indigeni

La musica, come espressione culturale o linguaggio universale, è sempre stata parte integrante dell'umanità. Nelle sue molteplici forme e classificazioni di genere, la musica può essere una potente forma di artivismo, uno strumento per sensibilizzare l'opinione pubblica sulle questioni sociali. 

Nella sua poesia "Reconciliation, A Prayer", la musicista e prima poetessa nativa americana laureata degli Stati Uniti Joy Harjo del popolo Muscogee Creek (Muskogee, Mvskoke secondo l'ortografia tradizionale, o semplicemente Creek, lett. "piccolo fiume") ha scritto: "Tutti gli atti di gentilezza sono luci nella guerra per la giustizia". Le donne indigene della musica stanno combattendo per la giustizia attraverso coraggiosi atti di gentilezza. 

Di seguito alcune luci brillanti che hanno un impatto potente con il loro artivismo, sei donne indigene che lottano per la giustizia attraverso la musica e l'attivismo creativo.

Jayli Wolf posa per il brano "Would You Die?", Wild Wisper EP © Jayli Wolf

Jayli Wolf 

del popolo Saulteau (Salteaux o Plains Ojibwe, lett. "il popolo delle rapide" e "quelli che arrostiscono fino a raggrinzire").

L'EP di Jayli Wolf, Wild Whisper, presenta la sua voce sensuale su una musica rock alternativa e ipnotica. Per il suo debutto da solista, la vincitrice del Juno Award 2022 attinge a influenze dark pop e trip-hop. L'ossessionante brano "Child of the Government" affronta il doloroso retaggio del governo canadese e della Chiesa cattolica che hanno allontanato i bambini indigeni dalle loro famiglie. Costretti all'affidamento, ai collegi e alle adozioni con genitori non indigeni, hanno spesso subito abusi e la perdita dell'identità culturale. Il padre di Wolf era uno di questi bambini e la sua canzone è un omaggio a lui. Quest'anno, Wolf ha collaborato con Your Voice is Power - un'iniziativa che insegna informatica, imprenditorialità e giustizia sociale agli studenti delle scuole medie e superiori - che remixeranno canzoni fornite da artisti indigeni.

Shawnee Kish 

del popolo Mohawk (in lingua irochese Kanienkeh, Kanienkehaka o Kanien'Kahake, e lett. "Popolo della pietra focaia", "popolo della luce", "uomini fulmine" o "figli delle stelle", della Valle Mohawk del Canada sud-orientale).

La voce soul e il forte istinto pop di Shawnee Kish brillano nel suo EP autointitolato. Il contagioso singolo "Diagnosed Dissociative" esplora le sfide della salute mentale con un sound che ricorda Amy Winehouse. Nel suo discorso TEDx, "La musica è una medicina", Kish afferma: « È stata la musica a guarirmi. È stata la musica a darmi uno scopo nella vita. » In agosto, Kish ha collaborato con l'azienda vinicola Jackson-Triggs per la campagna Celebrate with Pride, volta a raccogliere fondi per le comunità LGBTQIA2S. Sostiene inoltre il gruppo di difesa dei giovani indigeni We Matter e la risorsa per la salute mentale dei bambini Kids Help Phone.

Iskwē 

Métis dei gruppi Cree, dei popoli indigeni in America del Nord.

Il recente album di Iskwē, Mother Love, è una collaborazione roots-rock con Tom Wilson infusa di blues e folk. Il suo ultimo album da solista, acākosīk (Cree per "le stelle"), include "Unforgotten", una canzone rock drammatica con toni elettronici scuri, un ritmo trascinante e canti ultraterreni. L'autrice afferma con coraggio la resilienza degli indigeni quando canta: « Siamo la guerra dimenticata / Ci alziamo a testa alta dall'altra parte / Siamo la nazione di domani / Siamo i bambini che non hanno paura di morire ». Il 30 settembre, Iskwē si esibirà per il Truth and Reconciliation Concert al Regent Theater in Ontario per raccogliere fondi e sensibilizzare i sopravvissuti dei collegi indigeni in Canada. Shawnee Kish si unirà a lei per lo spettacolo.

Elisapie

del popolo Inuit (ᐃᓄᐃᑦ in lingua inuktitut, lett. "uomini").

Elisapie offre la sua voce intima e accattivante e le sue sofisticate canzoni folk alternative nel suo album del 2018, Ballad of a Runaway Girl, acclamato dalla critica. Ad aprile ha pubblicato il singolo sognante "Ullatamaat" con il 1969 Collective. Esplorando una gamma di suoni che vanno dall'indie rock al jazz, canta in inglese, francese e inuktitut. Come attivista, Elisapie si batte contro il razzismo sistemico. Nel suo podcast Ingenious ha intervistato artisti come la leggendaria musicista folk Buffy St. Marie, la prima donna indigena a vincere un Oscar. Queste conversazioni vitali celebrano il genio creativo dei popoli delle Prime Nazioni.

Lido Pimienta 

afro-indigena colombiana del popolo Wayuu (Wayu, Wayúu, Guajiro o Wahiro, della Penisola della Guajira in Sud America),

Lido Pimienta, vincitrice del Polaris Music Prize, crea un lussureggiante pop elettronico latino ispirato alle sue origini. La sua voce eterea e gli intricati arrangiamenti amplificano le sue meditazioni su genere, maternità e identità. L'11 settembre, il Toronto International Film Festival ha presentato in anteprima la nuova serie televisiva di Pimienta, LIDO TV, un varietà giocoso e pieno di colori pastello che esplora temi di giustizia sociale, tra cui il colonialismo e il femminismo.

Tanya Tagaq

del popolo Inuit (ᐃᓄᐃᑦ in lingua inuktitut, lett. "uomini").

Tanya Tagaq, cantante inuit e artista d'avanguardia, ha collaborato con Bjork per Medulla nel 2004. Quest'anno, Tagaq ha pubblicato un album di spoken word inquietante e potente, Tongues, prodotto da Saul Williams. Nel suo attivismo, Tagaq affronta la devastante epidemia di donne indigene scomparse e uccise. Il 9 settembre, il Toronto International Film Festival ha presentato in anteprima Ever Deadly, un documentario sulla sua vita e sul suo lavoro. Con i suoni primordiali di una guerriera, la cantante ulula attraverso i territori dell'ingiustizia, come la violenza sessuale, il degrado ambientale e il colonialismo. La sua voce feroce trasforma il dolore in potere in brani come "Tongues", quando canta « Non puoi avere la mia lingua / Non voglio il tuo dio / Mettilo giù / Non voglio la tua vergogna ».

fonte: https://www.spin.com/2022/09/indigenous-women-justice-music-impact/ 

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