L'arte come collante sociale tra passato e presente

L'arte ha il potere di collegare il passato e il futuro, le società e le culture, il mondo dei vivi e quello dei morti.

Questo ponte tra le due dimensioni della vita umana è esemplificato dalla mostra annuale del Dia de los Muertos presso il Detroit Institute of Arts (DIA), che quest'anno presenta un'installazione straordinaria del Centro per gli Studi Latino/a e Latinoamericani dell'Università Wayne State (CLLAS).

Mostra delle ofrendas nel 2019 © DIA

Per molti secoli, l'ofrenda, un'offerta o altare, è stata al centro del Dia de los Muertos, la festa messicana dei morti. Questo rituale ha radici nelle terre del sud del Messico e in Guatemala, dove le popolazioni indigene celebravano e commemoravano i loro antenati defunti attraverso l'esposizione di cibo, bevande, musica, fiori e iconografia. Questo rituale ricco di significato serviva a mantenere viva la connessione tra i vivi e i morti, una pratica che ha resistito al passare del tempo.

Alicia Diaz, docente e alunna del CLLAS, ha guidato il progetto e ha sottolineato l'importanza delle ofrendas nella tradizione messicana e latinoamericana. In passato, queste celebrazioni avevano luogo nei luoghi di sepoltura e nelle strade delle comunità. Negli Stati Uniti, tuttavia, questa pratica è stata relegata inizialmente nelle case private o nelle chiese, a causa dell'intolleranza culturale e del sentimento anti-messicano. È stato solo con l'ascesa del movimento chicano negli anni '60 che gli artigiani di Los Angeles hanno contribuito a riportare le ofrendas nei luoghi pubblici. L'ofrenda è un'arte in continua evoluzione, con molte sfumature legate alle diverse identità latinoamericane negli Stati Uniti.

La mostra presenta ben 14 ofrendas, ciascuna rappresentante un'interpretazione unica dell'arte tradizionale.

L'ofrenda del CLLAS, intitolata "El Fuego Se Equivoco" ("Il Fuoco si è Sbagliato"), è un omaggio a coloro che hanno alzato la voce contro l'ingiustizia, ma sono stati silenziati. Questa ispirazione deriva dalla distruzione di massa avvenuta nel 1562 di libri, arte e reperti maya da parte di ecclesiastici europei nella penisola dello Yucatan, un tentativo di "scacciare i demoni" dai cuori dei popoli indigeni. L'installazione affronta temi di censura e resistenza, in linea con la filosofia del Dia de los Muertos, che sostiene che la morte non rappresenti la fine, ma piuttosto un passaggio verso un'altra forma di esistenza. L'ofrenda è un'opera d'arte straordinaria, ancorata da una coppia di librerie che incorniciano un arco decorato con una tela dipinta, circondato da scrivanie antiche, panche, macchine da scrivere, libri, dischi e altro ancora. Elementi più tradizionali come candele, fiori di calendula, tessuti messicani, scheletri e calaveras (teschi di zucchero) aggiungono un tocco autentico all'installazione.

Questa ofrenda rappresenta una celebrazione dell'arte che collega il passato e il futuro, dimostrando che le voci possono essere silenziate, ma le idee e i movimenti possono vivere per sempre. L'installazione offre un'opportunità per riflettere sulla resistenza e sull'importanza di rompere il silenzio di fronte all'ingiustizia.

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